La tettonica del diritto delle obbligazioni

  • Recherche
Publié le 29 juin 2026 Mis à jour le 29 juin 2026
Date(s)

du 22 avril 2027 au 23 avril 2027

Lieu(x)

Campus Trotabas

Quali metamorfosi nei diritti romanistici ?

 Centenario del Progetto di codice delle obbligazioni franco-italiano del 1927


 

Organizzazione

  • Gustavo Cerqueira (Nice)
  • Claudio Scognamiglio (Tor Vergata)

Comitato scientifico

  • Jean-Sébastien Borghetti (Panthéon-Assas) 
  • Olivier Descamps (Panthéon-Assas) 
  • Matilde Girolami (Padova) 
  • Teresa Pasquino (Trento) 
  • Eleonora Rajneri (Piemonte Orientale) 
  • Philippe Stoffel-Munck (Panthéon-Sorbonne) 
  • Angelo Venchiarutti (Trieste) 
  • Emöd Veress (Miskolc) 

Apertura delle iscrizioni comunicata in seguito
 

Descrizione

 Sotto la superficie apparentemente stabile del diritto delle obbligazioni, forze profonde operano senza sosta, rimodellandone le strutture, sconvolgendone i principi, riplasmandone le finalità. Fin dalle prime codificazioni europee del XIX secolo, questa materia, un tempo percepita come immutabile, ha conosciuto una successione di scosse dottrinali e legislative, di fremiti giurisprudenziali, di sussulti riformatori. 

Al pari delle placche tettoniche che, con la loro lenta deriva, fanno nascere montagne e abissi, il diritto delle obbligazioni si è trasformato, subendo pressioni contraddittorie, ora conservatrici, ora innovatrici, fino a raggiungere soglie critiche che hanno dato luogo a rifondazioni che si vogliono profonde. Ciò è avvenuto in particolare a partire dagli anni Novanta, quando, sotto l’impulso di dottrine rinnovate e di esigenze economiche, morali e sociali in piena ricomposizione, numerosi Stati europei e latinoamericani avviarono, a poco a poco, ambiziosi movimenti di riforma. Come un vulcano che accumula la lava sotto la crosta terrestre, i dibattiti dottrinali e le tensioni normative e giurisprudenziali si gonfiarono, finché non emersero revisioni di grande portata. I Paesi Bassi, la Germania, la Francia, il Belgio, ma anche il Brasile e l’Argentina, tra molti altri, videro così i propri codici modernizzati nel corso degli ultimi decenni, adattandone i principi direttivi ai nuovi modelli di commercio e di responsabilità. In questo sisma giuridico, l’Unione europea si è imposta come catalizzatore di trasformazioni, promuovendo, attraverso le proprie direttive, i regolamenti, i progetti dottrinali di unificazione del diritto dei contratti e le proposte in discussione, una maggiore armonizzazione dei diritti nazionali. Al suo fianco, organizzazioni internazionali quali l’UNIDROIT, l’UNCITRAL e l’OSA svolgono un ruolo strutturante nell’uniformazione e nella convergenza delle soluzioni, erodendo progressivamente le frontiere dogmatiche che ancora compartimentavano le tradizioni giuridiche nazionali. 

La deriva dei continenti giuridici non è, del resto, compiuta. Nuovi focolai di pressione si accumulano, annunciando sconvolgimenti di portata inedita. La « transizione digitale », con la digitalizzazione del diritto, la blockchain e l’intelligenza artificiale generativa, scuote le fondamenta stesse delle obbligazioni contrattuali ed extracontrattuali. Che cosa ne è dell’impegno volontario quando esso viene automatizzato da algoritmi? Quale senso attribuire alla responsabilità quando essa si diluisce nell’opacità dei sistemi autonomi? Il diritto delle obbligazioni, forgiato per una società di individui agenti, deve ormai fare i conti con una realtà in cui le macchine creano, negoziano ed eseguono contratti. Parallelamente, la « transizione ecologica » intende imporre una rifondazione etica e funzionale del diritto. Ciò che dapprima fu un credo – la sostenibilità – si impone ormai come vincolo giuridico: le obbligazioni integrano finalità climatiche e non inquinanti che non rientrano più nel solo impegno volontario. Le imprese devono rendere conto della propria influenza, i contratti devono integrare clausole ecologiche, e la nozione stessa di danno evolve fino ad abbracciare una visione più ampia del mondo e delle generazioni future. Nel contempo, la « fondamentalizzazione del diritto » investe il contratto di una funzione nuova: divenire, lungo tutte le catene globalizzate di approvvigionamento, uno strumento di lotta contro le violazioni dei diritti fondamentali commesse dall’industria e dal commercio.

In questo contesto in perpetuo movimento, il centenario del Progetto di codice delle obbligazioni franco-italiano del 1927 offre un’occasione unica per riflettere sulla tettonica del diritto delle obbligazioni. Questo dotto progetto, nato in uno slancio di unificazione e di modernizzazione legislativa, non fu mai adottato, ma il suo spirito rimane vivo: quello di una ricerca di equilibrio tra tradizione e nuove attese, tra convergenza e diversità. Cento anni dopo, la sfida resta la medesima, ma le placche tettoniche sembrano spostarsi a velocità accelerata verso nuove direzioni. L’avvenire del diritto delle obbligazioni dipenderà dalla sua capacità di incanalare tali forze senza fratture irrimediabili e di rimanere lo strumento di una misura immanente a ciascun rapporto obbligatorio.

Questa celebrazione si propone di esplorare le grandi trasformazioni del diritto delle obbligazioni a partire dalle prime codificazioni del XIX secolo attraverso un approccio comparativo nel tempo e nello spazio. Ispirata alla metafora delle placche tettoniche, essa mette in luce le forze più profonde in movimento che ridisegnano le fondamenta delle obbligazioni contrattuali ed extracontrattuali per effetto dell’opera dottrinale, delle riforme legislative nazionali, dei progressi giurisprudenziali, dell’influenza delle organizzazioni internazionali e delle sfide contemporanee. Essa integra altresì le problematiche dell’atto giuridico unilaterale e del regime generale delle obbligazioni, che conoscono importanti trasformazioni sotto l’influenza delle evoluzioni dottrinali, legislative e giurisprudenziali. Essa presta particolare attenzione all’ascesa dell’unilateralismo contrattuale, che ridistribuisce l’equilibrio delle forze in seno al rapporto obbligatorio e sposta l’ufficio del giudice. Inoltre, essa consente di cogliere l’espansione delle logiche obbligatorie in ambiti fino a poco tempo fa riservati alla logica statutaria e all’ordine pubblico. Il fenomeno della « contrattualizzazione del diritto » si colloca così in primo piano nell’analisi di tale espansione.

Così facendo, l’opera del legislatore viene necessariamente interrogata. In assoluto, affiora la ragione stessa del legiferare in materia, sia a livello nazionale, sia a livello regionale o internazionale. Inevitabilmente sorge la questione del ruolo del legislatore: confermare il diritto o crearlo? Poi quella del metodo: codificazione o legislazione speciale? Armonizzazione o uniformazione? Legge modello, strumento vincolante o facoltativo? Tali sono, in definitiva, alcuni dei dilemmi legislativi contemporanei in materia di diritto delle obbligazioni.
La celebrazione del centenario del Progetto di codice delle obbligazioni franco-italiano del 1927 ambisce così a proporre uno spazio di riflessione in cui si incrociano il vissuto, il presente e le sfide prospettiche, in un approccio comparativo nel tempo e nello spazio rivolto all’avvenire.

G. Cerqueira et C. Scognamiglio